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Maratea

Maratea, unico lembo della Basilicata ad affacciarsi sul Mar Tirreno, è una delle principali mete turistiche della regione, tanto da essere soprannominata "la Perla del Tirreno" per i suoi pittoreschi paesaggi e il patrimonio artistico e storico.

Maratea è detta anche "la città delle 44 chiese" per le numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, alcune delle quali rappresentano episodi importanti della storia artistica e religiosa della regione.

La costa si stende per circa 32 km, variegata da insenature, spiaggette per lo più ciottolose, scogli, secche, rocce a strapiombo su un mare dal colore blu intenso, splendide grotte accessibili solo dal mare. La lussureggiante vegetazione è caratterizzata da pini marittimi, carrubi, olivi, mirto, euforbie, che nell' immediato entroterra cedono il passo a boschi di lecci, querce, carpini e castagni. Il paesaggio incontaminato e un mare tra i più puliti d' Italia hanno fatto di Maratea una notissima località turistica.

Lungo il tratto meridionale della costa si distingue invece la piccola isola di Santo Janni.

Molte le grotte sparse nel territorio, circa 132 tra marine e terrestri. Tra queste si segnala la Grotta di Marina, molto lavorata da stalattiti e stalagmiti.

Sulla vetta più alta del monte San Biagio, sovrastante il centro storico, si trova la Statua del Cristo Redentore, realizzata dall’artista fiorentino Bruno Innocenti tra il 1963 ed il 1965.
Con i suoi 22 metri di altezza circa, è la statua più alta d'Italia e la sessantaseiesima più alta del mondo, nonché il più famoso monumento di Maratea.
Raffigura il Cristo Redentore, dopo la Resurrezione, in una iconografia molto distante da quella tradizionale. In più, un particolare effetto ottico fa sì che, osservandola da lontano, sembri guardare il mare, mentre invece ha lo sguardo rivolto verso i monti della Lucania.

"Forse in Italia non c'è paesaggio e panorama più superbi. Immaginate decine e decine di chilometri di scogliera, frastagliata di grotte, di faraglioni, di strapiombi e di morbide spiagge davanti al più spettacoloso dei mari, ora spalancato e aperto, ora chiuso in rade piccole come darsene..." (Indro Montanelli).

Le foto più belle del "Cristo" sono state gentilmente fornite dall'amico Luigi Crescenzo, fotografo per passione. Grazie ancora, Luigi !

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